Viaggi

La Patria del Bello: il Labirinto della Masone

DI Cristina Fossati
2020

TECMA compie periodicamente un viaggio alla ricerca del Bello nel nostro paese, individuando location uniche, ricche di fascino e dall'indiscusso valore architettonico, storico e artistico.

Antico e misterioso, il labirinto non smette di affascinare. Dedalo è il mitico inventore del labirinto, tema che trovò larga fortuna nel mondo antico, cambiò significato nel mondo medievale e divenne spunto di diletto in epoca rinascimentale. Dalla mitologia al Medioevo fino ad oggi, il dedalo resta un intrigante rompicapo, capace di trasformarsi anche in uno straordinario luogo espositivo. Ne è un esempio il Labirinto di Franco Maria Ricci a Fontanellato.

In epoca medievale il labirinto ebbe il suo periodo di maggior fortuna: fortemente connotato da contenuti religiosi, lo si vedeva come un teatro all'interno del quale l’uomo tentava di trovare la retta via e di lasciarsi alle spalle il peccato e più in generale il male.
Tecnicamente con il termine “labirinto” si intende una struttura, solitamente di vaste dimensioni, costruita affinché chi vi entra difficilmente riesce a trovare l’uscita. Anticamente erano quattro i labirinti noti: quello di Cnosso a Creta, quello di Lemno in Grecia, quello di Meride in Egitto e quello di Porsenna in Italia.

In epoca rinascimentale il labirinto non è più un percorso di salvezza ma diviene un percorso alla ricerca di se stessi, pertanto anche gli spazi della posa si diversificano: non più chiese e monasteri ma ornamento e passatempo ludico in palazzi e giardini. Nel secolo successivo il successo del labirinto inizia a declinare per poi tornare in auge solo agli inizi del Novecento, soprattutto nei giardini delle case dell’alta borghesia.

Il più grande del mondo, il Labirinto della Masone, ha aperto nel giugno 2015 ed è un parco culturale progettato da Franco Maria Ricci nella sua tenuta di campagna a Fontanellato, nei pressi di Parma, insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto. Franco Maria Ricci, collezionista, raffinato bibliofilo ed editore di libri eleganti ed esclusivi, era amico di Luis Borges, lo scrittore argentino che adoperava la figura mitica del labirinto per rivelare un’esistenza in continua imprevedibile determinazione.

Il labirinto, che copre otto ettari di terreno, è stato realizzato interamente con piante di bambù di specie diverse per un totale di circa 200 mila piante. Il complesso ospita spazi culturali per più di 5000 metri quadrati destinati alla collezione d’arte di Franco Maria Ricci la quale ospita circa 500 opere dal Cinquecento al Novecento e ad una biblioteca dedicata ai più illustri esempi di tipografia e grafica, tra cui opere di Giambattista Bodoni e l’intera produzione di Alberto Tallone.

Completano naturalmente questa collezione storica tutti i libri curati da Franco Maria Ricci in cinquant'anni di attività e uno spazio dedicato alle mostre temporanee. Al centro del labirinto, edifici ispirati alle utopie architettoniche neoclassiche di Boullée, Lequeu, Ledoux e Antolini, progettati seguendo i canoni della tradizione italiana ed europea, si affacciano su una piazza di duemila metri quadrati. Prospiciente quest’ultima, una cappella a forma piramidale ricorda il labirinto come simbolo di fede manifestando la religiosità del suo fondatore e al contempo il senso mistico di questo straordinario progetto, unico al mondo.

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